Svolta terapeutica per l'Epatite B cronica

Incoraggianti risultati per il trattamento dei pazienti affetti da Epatite B cronica emergono da uno studio di corte della durata di 4 anni condotto in 146 soggetti positivi per l'antigene "e" (HBeAg). I dati, presentati a Boston nel corso del 58° congresso dell'AASLD (American Association for the Study of the Liver), mostrano l'efficacia di Baraclude (Entecavir), un analogo nucleosidico prodotto da BMS e disponibile anche in Italia in fascia H, nel ridurre significativamente la carica virale (< 300 copie/ml) a 4 anni nel 91% dei pazienti trattati.

Inoltre, il farmaco presenta un elevato profilo di sicurezza ed un rischio quasi nullo di sviluppare resistenza (nel 99% dei pazienti trattati non è insorta resistenza al farmaco) perchè "sono necessarie almeno tre mutazioni differenti per generare un ceppo virale resistente", come sottolinea il professor Giovanni Raimondo, Direttore dell'Unità Operativa di Epatologia Clinica e Biomolecolare dell'Università di Messina.

"Fino ad oggi i timori di insorgenza di resistenze hanno ritardato il ricorso ai trattamenti, ora non si deve più rimandare: bisogna trattare prima che il danno epatico sia troppo avanzato" - dichiara in proposito il professor Baruch S. Blumberg, lo scopritore del virus dell'epatite B e per questo premio Nobel per la medicina nel 1976.