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Coenzima Q10
In questo momento è l'integratore più pubblicizzato. È presente in molti integratori alimentari e cosmetici come antiossidante/anti-age. La Parmalat ha lanciato una linea di prodotti alimentari additivati di coenzima Q10. Sembra faccia bene a tutto, ma vediamo insieme cosa sappiamo di certo su questa molecola e cosa sembra prometterci.

Il Coenzima Q10 (Ubichinone, Ubidecarenone) è una sostanza che fa parte della famiglia degli Ubichinoni coinvolta nel trasporto di elettroni e nella produzione di energia nei mitocondri a livello cellulare. Ha attività antiossidante al livello delle membrane cellulari e mitocondriali proteggendole dalla perossidazione lipidica. È naturalmente presente nel nostro organismo nel quale viene sintetizzato. Con l'avanzare dell'età le concentrazioni di Coenzima Q10 nell'organismo diminuiscono. Sebbene il Coenzima Q10 sia sintetizzato nelle nostre cellule, la sua sintesi diminuisce con l'invecchiamento, o con la malnutrizione, o con alcuni farmaci, o con le malattie croniche, quando questo accade l'unica fonte di Coenzima Q10 è l'alimentazione. È presente nella carne, pesce, oli vegetali, germe di grano, soia, spinaci e noccioline. Le statine, usate per abbassare il tasso di colesterolo, possono ridurre i tassi di Coenzima Q10 in quanto bloccano l'HMG-CoA riduttasi che interviene anche nella sintesi di Coenzima Q10.


Le indicazioni terapeutiche approvate sono:

1) nelle malattie cardiovascolari (nell’insufficienza cardiaca congestizia, come coadiuvante nell’ipertensione e nelle malattie cardiovascolari in generale) in associazione al trattamento farmacologico standard.
2) integrazione alimentare antiossidante (in associazione a Vitamina E, beta-Carotene, Vitamina C, Selenio, Zinco, etc.) per contrastare l'invecchiamento dell'organismo dovuto ai radicali liberi formatisi a causa dell'inquinamento ambientale, del fumo, dell'esposizione prolungata al sole, etc.
3) trattamento topico, in associazione ad altri antiossidanti, per contrastare e ritardare l'invecchiamento della pelle (cosmesi).
4) nell'arteriosclerosi in associazione alle statine che tendono ad abbassarne i valori ematici.

Vi sono indizi per ritenere che possa essere adoperato in terapia:
1) nelle patologie gengivali. Deficit di Coenzima Q10 sono stati spesso riscontrati in pazienti affetti da patologie gengivali.
2) nella distrofia muscolare.
3) negli sportivi per velocizzare il recupero dei muscoli affaticati o danneggiati.
4) nel diabete di tipo I e II. Sembra stimolare le cellule beta del pancreas migliorandone la funzione.
5) nell'arteriosclerosi. Inibisce l'ossidazione del colesterolo LDL.
6) nella fase iniziale del Parkinson. Sembra rallentare l'evoluzione del morbo (Shults et al.Arch. Neurol. 2002;59:1541-1550)
7) nell'emicrania. Sembra diminuire del 40% il numero degli attacchi.

Dopo somministrazione orale viene assorbito a livello intestinale. L'assorbimento è migliore a stomaco pieno che a digiuno.

Posologia: in patologia da 50 a 300mg/die dietro indicazione medica. Come integratore alimentare fino a 20mg/die.
Controindicazioni: sensibilità accertata verso il prodotto, nel primo trimestre di gravidanza.
Effetti collaterali:
non sono stati mai descritti casi di intolleranza o di intossicazione di sorta con il suo uso. Può causare, in soggetti predisposti, anoressia, nausea, diarrea ed eruzioni cutanee.


Interazioni farmacologiche: anticoagulanti orali (Warfarin)
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